Sull’evasione fiscale…
Gennaio 7, 2008 di jp
Stasera ho avuto una interessante discussione con mio papà sul tema dell’evasione fiscale e su come ridurla.
Premessa: lui è ragioniere, io informatico. Teste diverse, quindi.
Mia tesi: dopo svariati anni in una Università di informatica, aver studiato materie interessanti come Ricerca Operativa, Metodi per il ragionamento automatico (all’epoca era il corso di “machine learning” con reti bayesiane, percettroni, ecc…), mi stupisco che non si sia ancora proceduto a creare un qualche algoritmo automatico per beccare gli evasori o quantomeno a stimolarne un serio dibattito pubblico/scientifico/accademico.
Non ci credo che in tutta Italia, con le teste che abbiamo, non ci sia qualcuno che ha sviluppato un qualche stupido algoritmo (semi)automatico per incrociare/correlare i dati che individui casi specifici su cui poi procedere con una verifica fiscale “standard”!
Mia assunzione: quasi non passa giorno che ciascuno di noi debba compilare l’ennesimo modulo per lo Stato o chi per esso (altra ignominia, della burocrazia).
Basterebbe che lo Stato ne raccogliesse un po’ (minimo 5-6) per ciascun cittadino (anche non contribuente: i moduli li compilano anche gli evasori totali!) e li facesse processare ad un qualche algoritmo serio per beccare una grande quantità di evasori.
Parliamo di dati che lo Stato già possiede e deve solo correlare.
Motivazione: siamo umani! (Mitnick docet)
Statistiche alla mano, compilando 5-6 moduli a testa all’anno per forza commetteremo un qualche errore dovuto a fretta, distrazione, disperazione o che altro (sì, perfino quando facciamo copia e incolla!).
Un algoritmo serio individuerebbe subito quella discordanza/incoerenza e, opportunamente istruito, potrebbe segnalarla come caso su cui indagare approfonditamente.
Proposta (per il ministro dell’Economia e/o dell’Innovazione): istituire subito un premio da 1 milione di Euro (o anche più) per il team che “ci prende di più”. Sto parlando di una bella gara fra Università, istituzioni, privati, al fine di sviluppare algoritmi seri per individuare i potenziali evasori…
Precisazione: non è una taglia sull’evasore. E’ un modo per far rientrare soldi e finanziare (poco o tanto che sia) pure una porzione di Ricerca applicata.
Produrre dati “di test” e anonimizzarli a dovere non credo sia un problema insormontabile.
Quanto ci vorrebbe a creare un training set serio con dati anonimizzati (con una certa quantità di dati di evasori reali, nota a priori ma ovviamente non fornita ai team che competono)?
Un anno?
Se anche ci si mettesse 5 anni a tirar fuori un training set con qualche milione di voci, i risultati potrebbero rivelarsi interessanti, almeno IMHO.
Dopodichè si studiano trend, pattern di azione, movimenti finanziari, …
Si studiano algoritmi per proteggere anche pro-attivamente reti di computer e non si può farlo con le persone e con i soldi che muovono? Le “scatole cinesi” dopotutto non possono essere visti e studiati come dei grafi?
Nessun algoritmo è perfetto, tutto è discutibile (compresi i valori di soglia e i vincoli da adottare per dichiarare un caso sospetto o meno), ecc… Ma non capisco perchè non provare…
Sicuramente ci sarà già in circolazione qualcosa di automatico/automatizzato per aiutare GdF & Co. nel loro compito, ma un concorso, ben organizzato e pubblicizzato, potrebbe anche avere un qualche (benefico) effetto di deterrenza.
Il discorso per me è meramente politico: non fare, per mantenere lo status quo.
Che ne dite?


Tu che dici: perché non ci sono ancora auto “alternative” in grande quantità?
La risposta è la stessa.
Comunque la tua è un’ottima idea… peccato che la vedo mooooolto difficile.
Meno carta, modelli più semplici e chiari, leggi più semplici e chiare, sistemi automatici (per coadiuvare, non per sostituire).
Credo che tutto ciò sia il grande segreto di Pulcinella, ma quando manca la volontà…