Premessa: uso distro GNU/Linux da svariati (ormai tanti) anni e con successo.
Da circa 4 anni uso abitualmente un Mac come mia “box” principale.
Questo post contiene qualche semplice riflessione sull’ultima versione di OpenSuSE, ossia la v10.3 GM.
A seguito della rottura del disco fisso del mio vecchio PowerBook G4, ho ricevuto in prestito il portatile della Bau, ossia Idefix, un bel portatile Centrino-based prodotto da Fujitsu-Siemens.
Dal momento che il mio progetto di tesi è pensato per funzionare su Mac+Linux, ho chiesto ed ottenuto il permesso dalla Bau di installare una distro Linux a sua scelta. Siccome il portatile montava già una OpenSuSE 10.2 (la preferita dalla Bau), ho optato per “aggiornarla” alla 10.3 GM.
Si comincia!
L’installer di OpenSuSE è molto semplice/semplificato: nella maggior parte dei casi (se escludiamo impostazioni critiche come partizionamento/formattazione del disco o configurazione speciali dell’hardware), ci si può comodamente accontentare di un semplice “avanti avanti avanti” (ossia i pulsanti “prossimo”).
Il pannello di partizionamento/formattazione, a mio modo di vedere, è sicuramente ben pensato ma ha un problema.
Se il sistema è già partizionato, è abbastanza difficile “spiegare” in fretta ed in maniera sicura alla distro di lasciar perdere eventuali altri SO (nel nostro caso, su Idefix c’è anche WinXP) e proporre di formattare altre partizioni.
Lo schema di default adottato da svariate distro, non solo da OpenSuSE, che propone di formattare tutto come se il disco fosse nuovo, è potenzialmente molto rischioso…
Conoscendo i miei polli, ho rapidamente optato per uno schema di partizionamento manuale, da “esperto”, e ho definito dove mettere la distro, ossia sostituire la “vecchia” 10.2.
La scelta dei pacchetti (ossia del software) procede per gradi: si possono scegliere programmi in base al “gruppo/settore di appartenenza” (sistema, servizi, …), cercarne di specifici, … Tutto molto intuitivo, anche in questo caso.
Dal momento che si può comodamente aggiungere nuovo software ad installazione conclusa e considerando che la distro è fuori da un po’ di tempo (ossia ci sono tonnellate di aggiornamenti
), ho optato per una installazione “minimale” (2.2GB).
Se vi paiono tanti, considerate che in quello spazio ho installato KDE3 completo, qualche pezzo di KDE4, OpenOffice, software per compilare, ecc… 2.2GB contro i 6-7 di Leopard in fondo non son tanti.
D’accordo, Leopard installa i binari per miiiille architetture ma 4-5GB di differenza sono un’enormità, contando poi che il “felino” non ha e non installa tutte le applicazioni di OpenSuSE.
Ho scelto di non installare GNOME, perchè preferisco KDE (de gustibus…).
Dopo aver litigato un filo con il pannello di configurazione hardware (ho dovuto perdere un po’ di tempo per impostare il parametro “model” della scheda audio integrata, prodotta da Intel), ecco che si avvia l’installazione vera e propria (incluso la copia dei file su disco).
Dopo 20 minuti circa, un bel riavvio e… si riapre il programma di installazione per gli ultimi ritocchi (password di root, definizione degli utenti, …).
Finita questa rapida fase la macchina non viene riavviata ma si può subito operare: l’installazione necessita quindi di 1 solo reboot (e qualcuno potrebbe dire “ci mancherebbe”: non fatemi fare nomi di SO “a caso” che necessitano di svariati riavvii…).
La schemata di login è di un bel verde “abbagliante” (la Bau ha subito precisato che il blu elettrico della OpenSuSE 10.2 era molto più gradevole e non posso darle torto: de gustibus…).
Inserito username e password si apre il “solito” KDE 3.5.7, personalizzato però da OpenSuSE: ad esempio, il menù di avvio è in stile SuSE, ossia riorganizzato in gruppi/settori di applicazioni, e permette di effettuare ricerche tramite Beagle.
Per inciso, l’utility a corredo di Beagle, Kerry, un pannello per la ricerca avanzata su file simile a Spotlight & affini, è davvero molto intuitiva e comoda da usare.
Devo ammettere che il menù SuSE-style non è male ma alla fine riabilito il “classico” menù di KDE perchè mi trovo meglio.
Veniamo al sodo. OpenSuSE è davvero una bella distro.
Per quanto io non ami proriamente il tool grafico di configurazione principale, Yast, devo ammettere che è di gran lunga uno dei migliori sulla piazza. Da lì si riesce davvero a far tutto e, quando non si perde a scrivere chissà quali file di configurazione, anche in fretta.
Tramite Yast riesco a configurare rapidamente la scheda wireless integrata e, devo ammetterlo, la distro ha trovato e caricato da sola il driver (propriamente il modulo del kernel) per poterla usare. Rispetto alla 10.2, questo è certamente un buon passo in avanti: probabilmente da allora hanno aggiunto quel driver all’elenco dei dispositivi supportati e gestiti automaticamente.
La scheda video, nVidia, si installa veramente in poco tempo. I driver opensource installati “di default” non supportano l’accelerazione 3D, così mi metto a cercare su zio Google come installare rapidamente quelli di nVidia (OpenSuSE non li integra direttamente sul DVD per motivi di licenza).
Ebbene: esiste un bel pacchetto apposito, denominato “1-Click-Install”, che fa pressochè tutto. Scaricandolo e facendo un bel doppio-click col mouse sopra, parte un installer che installa da solo tutto l’occorrente.
Riavviando il server X (o la macchina, se proprio vi va). compare il rassicurante logo nVidia che indica sostanzialmente “ok: ora il 3D funziona”.
La cosa interessante è che esistono svariati pacchetti “1-Click-Install” per installare in fretta altro software…
Se preferite, potete continuare ad installare tutto manualmente (old-school), ma questo tipo di installazione facilitata credo sia davvero molto utile, specie per chi non ha grande dimestichezza con l’informatica.
Il passaggio successivo è installare Compiz-Fusion (con supporto a KDE): si tratta di un programma modulare (giusto per semplificare) che abilita effetti 3D veramente accattivanti per il desktop e per le finestre (sfrutta il compositing delle finestre con accelerazione OpenGL).
Anche in questo caso esiste un bel pacchetto 1-click ed una bella guida che spiega come abilitare il tutto.
Con Compiz-Fusion abilitato, l’interfaccia del Mac semplicemente scompare per la vergogna.
Non c’è davvero paragone circa effetti speciali (eye-candy, in inglese) su schermo e persino molte feature del Mac come Exposè sono emulati/copiati (e talvolta migliorati).
Vi consiglio un giretto su YouTube per vedere Compiz/Compiz-Fusion all’opera…
Ora arriviamo alle nota dolenti…
Se c’è una cosa che davvero mi piace del Mac è il concetto di “posizioni”: in pratica si può, in maniera assolutamente idiot-proof, definire e gestire più configurazioni di rete, diciamo una per ogni contesto (ad esempio, a casa si può averne una che abilita e configura la scheda di rete wired in un certo modo, in ufficio una con la scheda wireless e con quella wired spenta, ecc…). Con un semplice clic in un apposito menù, richiamabile istantaneamente, si può passare da una configurazione all’altra in pochi secondi.
KNetworkManager, il pannello di KDE (parlo del 3: il 4 non ho potuto provarlo) che dovrebbe essere l’equivalente della controparte Mac, è abbastanza comprensibile e integra già una cosa interessante come il mostrare le reti wireless trovate.
Sfortunatamente non prevede un modo semplice per dire “spegni scheda wired e accendi wireless con questi parametri” e/o viceversa. Probabilmente è solo questione di tempo (sempre che in KDE4 ciò non sia ancora stato sistemato).
Sono diventato troppo Mac User? Non credo…
Nemmeno Windows ha ancora un pannellino come quello del Mac e, con tutto il rispetto, se ditte terze commercializzano da tempo questo tipo di programma, non credo che sia una cosa così complessa da integrare direttamente nel SO…
Un fatto che ritengo importante è l’”integrazione/coerenza visiva”: sebbene questa problematica si riduca sempre più, molte applicazioni presentano ancora un’interfaccia incoerente/differente fra loro. Questo non è un problema specifico di OpenSuSE (che a dirla tutta è una delle distro che cerca di mascherare quanto più possibile questo fatto e spesso ci riesce bene) ma delle applicazioni opensource in generale.
Esistono da tempo linee guida di sviluppo delle interfacce che non sempre vengono rispettate ed il risultato è che si percepisce ancora una certa incoerenza di fondo che per un utente Mac pare quasi “sacrilega” (ironia).
Anche in questo caso credo che si tratti di un fenomeno che per fortuna va scomparando man mano che le applicazioni (e i desktop environment) maturano.
Voto finale?
Da 1 a 10, direi che quest distro si merita sicuramente un voto complessivo di 7.5 (8+ in certi ambiti) e la pone direttamente fra le distro che reputo migliori (e dicendo questo, torno sui miei passi, rimuovendo una sorta di insofferenza verso OpenSuSE che mi porto dietro da tempo, dovuta principalmente a Yast
).
Ciau.
Nota: stasera son stanco, quindi niente immagini. Portate pazienza. ^^


Posted by montag on 19 Febbraio 2008 at 20:40
KNetwork Manager (su Kubuntu) è veramente troppo buggato, non so quale sia la situazione su OpenSuse. Però se vuoi dare un’occhiata ad un network manager davvero interessante puoi provare Wicd (http://wicd.sourceforge.net/), davvero non male!
Unica pecca: usa le GTK…
Posted by jp on 19 Febbraio 2008 at 20:52
Non sono così schizzinoso: se un tool è ben pensato, lo uso anche se funziona con interfaccia a caratteri. Ghghgh…
Grazie per l’hint: pare davvero bello (magari gli do pure un’occhiata). ^^
PS: so già che la Bau mi spezzerà le braccine, ma… anche io uso abitualmente la Kubuntu.
Posted by Nemuriko on 20 Febbraio 2008 at 07:58
Ti ricordo che Idefix è mio … <.<
sudo mi_riprendo_idefix.sh
Posted by jp on 20 Febbraio 2008 at 10:05
Yup. Idefix è della Bau (non ti serve sudo, sei già owner per definizione ^^ ).
Posted by Nemuriko on 20 Febbraio 2008 at 10:47
ma per kubuntu non sei mai root abbastanza…
Posted by jp on 20 Febbraio 2008 at 12:57
eh?
Posted by NeXuS on 23 Febbraio 2008 at 07:22
Cacchiarola, stavo per consigliarti wicd, ma Montag mi ha battuto di gran lunga…