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Siti web: minimalismo vs stile spartano…

Sarà la mia indole, profondamente minimalista, ma tendo a preferire enormemente l’aspetto funzionale a quello estetico.

Applicando questo ragionamento ai siti web, ciò comporta due fatti:

  1. apprezzo i siti ben curati esteticamente ma non mi lascio impressionare più di tanto da essi;
  2. non sono propenso a fermarmi a contemplare la veste grafica di un sito ma prediligo la rapidità con cui trovo le informazioni in esso.

In un certo senso la mia personale filosofia-da-utente per i siti (chiaramente opposta a quella di chi li mantiene) è riassumibile in:

“Tanto più un sito è ben fatto, tanto prima posso abbandonarlo con le informazioni di cui necessito.”

Se il sito sfrutta la sua veste grafica (anche) per agevolare le mie operazioni, di sicuro sarò molto lieto di ritornarci.

Se invece per effettuare qualcosa che percepisco come banale, devo cliccare a caso su tutta la pagina finchè non trovo il pulsante giusto (o la sequenza di passi corretta), con tutta probabilità abbandonerò quel sito e ne cercherò immediatamente un altro.

Altro esempio: perchè devo registrarmi per leggere delle cose che posso trovare ovunque o per un tipo di servizio che so/sappiamo-tutti che si utilizza una volta e mai più?

Tendo a odiare visceralmente i siti barocchi ed inusabili di molte grandi aziende, in cui per recuperare un recapito o un contatto devo cliccare su tutto il cliccabile.

Minimalismo ed eleganza

Sarà che sono un fan accanito del rasoio di Occam, però eleganza e semplicità/minimalismo procedono di pari passo per me: così come non devo sommergere di informazioni l’utente, non voglio nemmeno nausearlo con mega e mega di inutili e pesanti immagini ultrarealistiche.

Se sto cercando un oggetto su un sito, mi risulta particolarmente fastidioso attendere il caricamento di tutta la grafica di un sito prima di poter fare qualcosa di utile.

Contro il mio spirito maschile (addirittura!): l’eventuale noia si tramuta in vera e propria rabbia se scopro che per poter “usare” il sito che sto visitando, ho dovuto aspettare anche il completo caricamento dell’immancabile donna nuda, tipica delle pubblicità italiane e che normalmente non c’entra nulla col sito in questione (manca solo la pubblicità di un servizio di pompe funebri con una donna ignuda che esce da una bara e poi le ho viste tutte, credo).

Minimalista, non spartano!

Minimalismo sì, ma non certo al lmite di quello stile spartano comune ai siti di molte piccole aziende italiane, sopratutto quelle artigiane.

Parlo di quel genere di sito “statico“, “stile FrontPage“, “talmente brutto che sento il bisogno di rifartelo io gratuitamente e per il bene dell’umanità” e che normalmente dispone di:

  • una o pochissime pagine: di solito “basta” la home page;
  • uno sfondo omogeneo color nero/carta da zucchero/verde acqua/evidenziatore;
  • un titolo e del testo rigorosamente in grassetto, magari scritto in Times New Roman color giallo/bianco/blu/rosso;
  • un logo aziendale enorme, sfocato e mal posizionato;
  • un recapito telefonico e se va bene anche un indirizzo;
  • (opzionale) un riassunto stringato della storia aziendale con agiografia dei fondatori;
  • (opzionale) una pagina “cosa facciamo” ed una pagina “mission aziendale“;
  • (opzionale) una pagina – rigorosamente non aggiornata – dei prodotti con immagini sfocate, inglese maccheronico, ecc…

Paradossalmente, se mi serve giusto un recapito o un indirizzo, con questo genere di sito almeno ho una risposta istantanea perchè davvero non c’è altro da cercare/trovare!

L’immagine non è forse tutto? (o quasi)

Siamo nel 2009 ed un sito è tuttora una specie di biglietto da visita: non serve creare siti mastodontici in cui il cliente può solo perdersi, ma non si deve nemmeno scadere in un qualcosa di dilettantistico, che squalifica la relativa azienda ancora prima di averci a che fare!

Una cosa che personalmente aborro e rifuggo sono i siti costituiti da una sola pagina in cui campeggia un work in progress (immagine e/o testo) seguito da qualcosa che assomiglia vagamente ad un numero di telefono o ad una mail.

Serve davvero una linea-guida per presentare nel modo giusto quelle quattro cose di cui l’utente medio necessita? Non esistono forse un’infinità di comode vie di mezzo fra il troppo poco ed il troppo tanto ?

E soprattutto: è davvero così difficile scrivere le cose in un modo nè infantile nè borioso?

Al solito, la virtù sta nel mezzo…

Ciau! ^^
, profo

  1. 17 Giugno 2009 alle 08:47 | #1

    la pubblicità della tipa ignuda che esce dalla bara non l’ho vista, ma mi pare che avessero fatto un calendario con le signorine ignude attorno alle bare. ;)

  2. jp
    17 Giugno 2009 alle 09:01 | #2

    La mia era una battuta ma temevo il peggio (ossia che esistesse davvero qualcosa di simile)… o_O””

  3. 17 Giugno 2009 alle 09:44 | #3

    Sarebbe utile per qualsiasi interfaccia rifarsi sempre ai principi di Usabilità, volti ad offrire la migliore user-experience.

  4. jp
    17 Giugno 2009 alle 11:35 | #4

    Ciao!

    Hai ragione, ma sfortunatamente un discreto numero di persone trova estremamente seccante “perdere tempo per imparare a mettere qualcosa in rete” (es: il proprio recapito aziendale), figuriamoci se ha voglia di imparare e gestire anche usabilità & co… -.-’

  5. 17 Giugno 2009 alle 14:35 | #5

    Ed è proprio qui che subentra l’abilità di saper valorizzare un “prodotto” mettondone in luce i vantaggi economici…

    Fatti un giro su
    http://antoniogrillo.wordpress.com/2008/04/09/come-guadagnare-piu-soldi-dalla-pubblicita/

    http://antoniogrillo.wordpress.com/2008/04/01/trovare-ed-usare-quello-che-ci-serve-in-rete-2/

    http://antoniogrillo.wordpress.com/2008/05/26/%E2%80%9Con-line-common-sense%E2%80%9D-per-rendere-la-rete-piu-vicina-agli-utenti/

    http://antoniogrillo.wordpress.com/2008/05/21/quando-il-successo-passa-on-line/

    Così è possibile farsi una idea di quanto si guadagni occupandosi “di quelle cose” topi “usabilità” etc…

  6. jp
    18 Giugno 2009 alle 08:43 | #6

    Non ho dubbi che “avvicinarsi” all’utente (usabilità, accessibilità e anche SEO) comporti molti vantaggi, sopratutto di natura economica.

    Il problema è che molti imprenditori (direi “piccoli” ma non solo) tuttora non hanno idea di cosa sia la Rete, figuriamoci del valore di un sito aziendale raggiungibile ed usabile…

    Ciau! ^^

  7. 18 Giugno 2009 alle 08:56 | #7

    Se loro non lo sanno è una opportunità per farlo conoscere… così funziona il mercato.
    Se già lo sanno e non ti chiamano allora è dura.. ma se non lo sanno c’è tutto da guadagnare…

  8. jp
    18 Giugno 2009 alle 09:30 | #8

    C’è una terza opzione purtroppo: non lo sanno e rifiutano di volerlo sapere temendo nuove fantomatiche spese… -.-’

  9. 19 Giugno 2009 alle 11:17 | #9

    (e poi adesso è dura, ci sono i cinesi, c’è la crisi)

    :)

  10. jp
    19 Giugno 2009 alle 11:29 | #10

    LOL :D

  11. 19 Giugno 2009 alle 12:08 | #11

    la “terza opzione” che tu contempli fa aprte delal capacità di far percepir eil bisogno di qualcosa.
    Sta solo nell’ “educazione” del cliente il segreto, nulla di più.

    Che colp ane h ail cliente se non sa di aver bisogno di qualcosa?

  12. jp
    19 Giugno 2009 alle 13:13 | #12

    Sul fatto di indurre/stimolare nuovi bisogni nelle persone sono d’accordo. Io però parlavo di quel genere di “signor no” che rifiuta tutto e tutti a prescindere e normalmente si comporta pure come un luddista… -.-’

  13. 22 Giugno 2009 alle 08:59 | #13

    il signor no fa perdere solo tempo ;)

  14. jp
    22 Giugno 2009 alle 13:11 | #14

    Vero! :D

  15. 22 Giugno 2009 alle 16:44 | #15

    E’ un caso che questo post abbia preceduto il nuovo layout del blog ? (a proposito, non male, piuttosto elegante e piacevole)

  16. jp
    22 Giugno 2009 alle 16:50 | #16

    Sì, è un caso nel senso che avevo addocchiato da tempo questo tema fra quelli disponibili su WordPress.com ma non mi ero ancora deciso a premere il pulsante “Applica”… Poi sabato mi è venuto lo schiribizzo e così… ^^’

    Grazie per i complimenti! :)

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