Qualche giorno fa, in un commento ho riportato che i concept non sono più parte del futuro standard C++, C++0x ma non ho ben spiegato il perchè. Forse è il caso di dire qualche parolina in più…
Qualche giorno fa, in un commento ho riportato che i concept non sono più parte del futuro standard C++, C++0x ma non ho ben spiegato il perchè. Forse è il caso di dire qualche parolina in più…
Sarà il periodo economico-finanziario decisamente negativo ma da qualche giorno a questa parte sto osservando un vertiginoso aumento di “lamentele a mezzo post” circa la situazione lavorativa italiana.
Parliamo di gente qualificata che non riesce a realizzarsi e quindi… scappa.
Proseguiamo il discorso sulle novità del futuro standard C++0x (ormai sempre più C++1x): è la volta di initializer list e uniform initialization.
Recentemente ho ricevuto una domanda interessante di Bizzarro: “Ho un po’ di tempo, quale tecnologia mi consigli di guardare? Cosa richiede il mercato? Dici che se guardo PHP faccio male?“
Sottotitolo: un modesto tentativo per migliorare la qualità e l’oggettività delle recensioni in genere.
Nei pochi ritagli di tempo che ho a disposizione, sto leggendo un nuovo libro tecnico.
Nel mentre, sempre più estasiato dai contenuti di tale opera, ho iniziato a segnarmi su un improvvisato segnalibro – un foglietto di carta – le cose che più mi attirano con l’intento di poterle poi ritrovare rapidamente quando dovrò recensire il libro.
Ripensandoci, penso di aver trovato un nuovo parametro di valutazione per i libri, probabilmente una sorta di metrica che in qualche modo ricalca lo stile molto nerd della celebre “WTFs/minute” per la qualità del codice.
Qualche giorno fa, sempre parlando con l’amico Gufo del suo CV appena riscritto, è riemerso un altro dettaglio che considero non da poco, sotto il profilo professionale: una Laurea in Informatica (italiana), a meno di casi particolari ed espliciti, non è formalmente una laurea in Information Technology, pur avendo in comune molti aspetti con quest’ultima.
Almeno non è così all’estero e quindi i fraintendimenti sono all’ordine del giorno…
Qualche giorno fa stavo provando l’ultima versione rilasciata di Wireshark, la v1.2.0 (sempre più “cool”, anche esteticamente ora) e, tanto per gradire, ho scritto un piccolo dissector in Lua per riconoscere i pacchetti di una semplice sessione ping, protocollo ICMP quindi.
Approfitto quindi dell’occasione per spiegare due cosette che mi sono accorto di aver tralasciato nelle “puntate” precedenti.
Ogni software è dotato o include caratteristiche proprie particolari: feature per gli anglofili.
Da Wikipedia:
The Institute of Electrical and Electronics Engineers defines the term feature in IEEE 829 as “A distinguishing characteristic of a software item (e.g., performance, portability, or functionality).”.
Una feature normalmente è un qualcosa che il nostro programma svolge o supporta.
Molte battaglie di marketing si combattono (anche) su quanto è lunga la lista delle caratteristiche supportate da questo o da quel software.
Al punto che si inseriscono in lista anche cose apparentemente ovvie, per “fare numero” (es. diverse feature “minori” conteggiate però come importanti/fondamentali fra le centinaia introdotte in ciascuna major release di MacOSX)…
Tuttavia non tutte le feature sono “buone” o lo sono solo all’apparenza: ecco spuntare le anti-feature.
Stavo gironzolando come al solito su StackOverflow quando ho trovato un link a questa vignetta che mostra “simpaticamente” come viene valutato il CV di un candidato per un posto di lavoro in ambito IT da parte dell’ufficio risorse umane (HR) di un’azienda e da parte di un programmatore.