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Sull’innovazione…

Parlare di innovazione significa parlare di qualunque cambiamento, minimo o enorme, che comporta un certo progresso.

Fermo restando che rispetto il lavoro altrui e non mi sogno lontanamente di sminuirlo, vorrei dire due parole su questa tematica.

Come al solito, prendete il tutto con le molle…

Innovazione?

In senso lato qualunque novità, intesa come nuova idea o nuovo prodotto, è un’innovazione in qualche modo. Ma lo è anche il perfezionare qualcosa, rendendolo più accessibile (anche economicamente), controllabile, ecc…

Quindi, virtualmente, qualunque attività umana produce innovazione perchè l’uomo non è un animale statico e tende sia ad adattarsi a qualcosa, sia ad adattare quel qualcosa alle sue esigenze.

Il discorso diventa quindi filosofico e non voglio analizzarlo in modo così ampio anche perchè è ben fuori dalla mia (modesta) portata.

Un tentativo di classificazione personale

Nel mio piccolo, quindi dal lato tecnico e come consumatore (credo) critico e cinico, mi permetto però di introdurre una sorta di classificazione artefatta e personale che mi permette di percepire meglio lo sviluppo tecnologico.

Ho detto artefatta perchè non esiste una separazione netta fra le varie categorie che vi proporrò qui di seguito. Inoltre è personale perchè ognuno è liberissimo di condividere o meno il mio punto di vista.

Diciamo che nel corso del tempo ho grossolanamente iniziato a distinguere fra:

  1. innovazione pura;
  2. innovazione per integrazione;
  3. innovazione per perfezionamento;
  4. innovazione fittizia.

Ovviamente esistono anche i casi limite e gli ibridi.

1. Innovazione pura

In questa prima categoria includo le idee e le invenzioni ex-novo, le scoperte tecniche/scientifiche e la loro prima apparizione sul mercato.

Dal punto di vista pratico sono state e sono la causa del reale progresso umano ma in questa categoria non pongo solamente le grandi scoperte o invenzioni rivoluzionarie (es: l’invenzione del computer) ma anche quelle che hanno in qualche modo colmato un gap o riempito un buco.

Ad esempio molti fisici della vecchia guardia considerano l’algoritmo “quicksort” come una delle invenzioni che hanno migliorato drasticamente il loro lavoro.

2. Innovazione per integrazione

Nella seconda categoria pongo le invenzioni nate dalla combinazione di altre.

Di fatto quasi tutte le scoperte e innovazioni si sviluppano a partire da qualcosa di esistente o, per dirla alla Newton, nascono stando “sulle spalle di giganti“: il confine con la prima categoria è quindi labile.

Però ci sono anche molte scoperte “uovo-di-Colombo” apparentemente banali ma che nessuno aveva trovato o sperimentato prima.

Questa categoria è davvero molto ampia e include anche lo sviluppo di prodotti innovativi nati come integrazione di prodotti non-così-innovativi o presenti sul mercato da anni o di altre aziende, ecc…

3. Innovazione per perfezionamento

Nella terza categoria pongo le idee e prodotti nati per sopperire a qualche carenza/mancanza di qualcosa di precedente o come uno stadio evolutivo di quell’idea.

Includo anche, perchè no, lo sviluppo/rilascio centellinato nel tempo di tecnologie collaudate (es: aziende che ogni tot tempo rilasciano un piccolo upgrade a qualche loro prodotto).

Nel caso dei prodotti molto spesso la vera novità non è disponibile alla prima iterazione di una data tecnologia ma bisogna aspettarne lo sviluppo e qualche iterazione successiva per poterla apprezzare appieno.

4. Innovazione fittizia

Nell’ultima categoria inserisco le idee e i prodotti che “non aggiungono nulla al discorso”, nati più per un discorso di marketing che per altri motivi.

Un esempio concreto per quest’ultima categoria sono le tecnologie che nel corso del tempo hanno assunto nomi altisonanti come ASP, SaaS, Grid Computing e Cloud: le idee alla base sono interessanti e “innovative” (cioè classificabili in una o più delle tre categorie precedenti) ma alla fine venivano e vengono usate come buzzword col solo scopo di vendere di più.

Così capitava che un qualunque sistema client-server distribuito di una certa dimensione magicamente diventava anche “grid enabled” e ora “cloud enabled“.

Questo perchè non esiste una definizione univoca di cosa rientri e cosa non rientri sotto quei paroloni e, soprattutto, cosa cambi rispetto a prima.

Lo stesso Larry Ellison, padre di Oracle (che è una ditta che ci campa con queste cose) ha ammesso di non capire questa tecnologia.

Da questo post di CNet:


The interesting thing about cloud computing is that we’ve redefined cloud computing to include everything that we already do. I can’t think of anything that isn’t cloud computing with all of these announcements. The computer industry is the only industry that is more fashion-driven than women’s fashion. Maybe I’m an idiot, but I have no idea what anyone is talking about. What is it? It’s complete gibberish. It’s insane. When is this idiocy going to stop?

“We’ll make cloud computing announcements. I’m not going to fight this thing. But I don’t understand what we would do differently in the light of cloud.

Conclusioni

Sono certo che ogni persona ha le sue personali opinioni su cosa sia innovativo o meno per essa. In questo post ho espresso il mio punto di vista, col quale potete legittimamente dissentire.

Inutile dire che mi piacerebbe sapere cosa ne pensate del mio. :D

Ciau! ^^

P.S.: non ho ovviamente voluto considerare anche l’”innovazione fraudolenta” (plagi, competizione sleale, brevetti “rubati”, ecc…).

  1. 12 Novembre 2009 alle 09:52 | #1

    buon giorno quando vede il mio blog capira’ cosa vuole dire invenzione pura vera pratica
    depositare i disegni particolarizzati come richiesto dall’ufficio brevetti, che ti danno
    l’esito dopo circa 90 giorni lavorativi, significa farsi copiare in modo il piu’ spudorato
    possibile. parlo per esperienza, basti guardare i giubbini antiproiettili di oggi piu’ leggeri
    di quelli degli anni 1980. sono stati copiati era una mia invenzione, tante’ vero che allora
    il papa woitila aveva addosso un mio giubbino antiproiettile.intendendomi anche di balistica
    un proiettile sprato con quell tipo di pistola il vecchio tipo di giubotto sarebbe penetrato
    e il papa ucciso da quell’arma. ora con le marmitte speciali filtranti in modo paricolare
    dopo l’esperienza passata con i guibbini antiproiettile,all’ufficio brevetti non deposito piu’
    niente, visto la mia eta’ lascio che bambini oumini donni giovani vecchi muoina pure.
    perche’ sono stato trattato malissimo. mi spiace non ero cosi, ma mi ci anno fatto diventare

  2. jp
    12 Novembre 2009 alle 10:10 | #2

    Salve. L’argomento brevetti non lo conosco direttamente e approfonditamente (non sono un avvocato), per cui mi limito a leggere e a riflettere quel che trovo in giro, sulla Rete.

    Detto ciò non faccio fatica a credere che fra costi e lungaggini burocratiche possano verificarsi spesso situazioni analoghe alla sua, specialmente se alle spalle magari non c’è una BigCo.

    Ovviamente, per quanto possa valere, ciò che dice mi rincresce e parecchio.

    In bocca al lupo per il suo nuovo progetto.

    PS: le ho corretto il link al suo blog nel commento perchè c’era un “www.” di troppo.

  3. 14 Novembre 2009 alle 00:00 | #3

    ringrazio chi ha letto il mio commento nonstante i miei errori grammaticali
    ma non fa’ niente e’ il pensiero che conta. MA piu’ di tutto sono le parole
    di conforto, fanno bene al cuore. grazie chiunque tu sia grazie.
    severino saramin

    P:S ssssst, sono solo pochi mesi che uso internet. e pc. di solito uso matita
    e cacoli mentali, e qualche volta la calcolatrice. ancora grazie

  4. jp
    14 Novembre 2009 alle 00:17 | #4

    Beh, grazie a lei di essere passato e, di nuovo, in bocca al lupo.

    Purtroppo non posso fare di più…

    Grazie!

    PS: non si preoccupi per Internet & Co. Si impara anche quello. Dopotutto l’uomo ha fatto molti progressi anche quando non c’era nulla di tutto ciò…

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