Auguri di Buon Anno a tutti!
Salve gente.
Piccolo esempietto con le librerie Qt: serializziamo e condividiamo fra due processi un QHash via QSharedMemory.
Lo so, oggi tecnicamente è la Vigilia, ma vi porgo lo stesso i miei migliori auguri di Buon Natale, per voi e per le vostre famiglie!
Ciau! ^^
Al solito, non sono un guru, bla bla bla. Offro solo il mio punto di vista, senza presunzione alcuna.
Non ho mai fatto segreto di aver appreso molte cose utili e interessanti durante la mia estesa frequentazione del laboratorio Wiener durante i miei studi universitari. Fra queste, nel mio piccolo, anche una certa parlantina per le presentazioni.
E’ con molta soddisfazione che vi annuncio che il nuovo numero della rinata rivista Computer Programming (Volume XVII n. 5) pubblica la mia miniguida all’Esame di Stato.
E che numero!
Comparire sullo stesso numero con personalità del calibro di Spolsky poi non ha prezzo! Iperconsigliato.
Un sentito ringraziamento a Michele Monti, Emmanuele Somma e a tutto lo staff di Infomedia per l’opportunità concessami.
Grazie!
Ogni tanto mi capita di discutere di programmazione multithread ed ogni tanto nel discorso spuntano le famigerate “funzioni rientranti“, spesso indicate come un sinonimo per thread-safe.
All’atto pratico ciò può essere ritenuto vero ma a livello di definizione “reentrancy” e “thread-safety” sono due concetti distinti.
In questo breve post vedremo di chiarire questo punto.
Mi ero ripromesso di rimettermi a parlare di “cose tecniche” ma partecipando ad una piccola discussione su Meemi (un social network italiano che vi consiglio caldamente), non ho resistito.
Tuttavia questa volta vedrò di essere un po’ meno prolisso e molto più propositivo.
Il succo della questione è riassumibile in “differenza Italia/estero sulle offerte di lavoro online“. Se ne vedono di cotte e di crude.
Qualche giorno fa stavo discutendo con un amico di alcune scelte relative a quale piattaforma preferire e scegliere per svolgere un dato compito.
Mi sono accorto che, nuovamente, ad un certo punto siamo usciti dall’ambito tecnico per arrivare a discutere di motivazioni personali, economiche e “politiche“.
Scenario: rientro a casa, accendo il mio vecchio PowerBook del 2004 e dopo 5 minuti di attesa si spegne da solo.
Riavvio e scopro che il Catalog del filesystem HFS è corrotto e non c’era modo di recuperalo o ricostruirlo…
Fortuna vuole che in single mode partisse comunque e mi vedesse il disco USB esterno.
Ho quindi fatto backup con rsync (voglio la maglietta “I luv rsync!”) e ho ripristinato il tutto conn Disk Warrior.
Evvai!
Nel corso del tempo ho avuto il piacere (talvolta anche dispiacere) di svolgere un discreto numero di lavori pur rimanendo nell’ambito che prediligo, ossia quello informatico.
Detto così “suona bene” nel senso che ho imparato il vero significato di flessibilità lavorativa (che non è sinonimo di precarietà): essere pronti a cambiare, a imparare sempre cose nuove e a non percepire un determinato lavoro come l’unico adatto per sè stessi (non che sperare sia male, ma darlo per scontato è pericoloso). In altre parole: non limitarmi con le mie stesse mani.
Sarà che sono una persona forse eccessivamente riflessiva (eufemismo) su questo genere di argomento ma da un bel po’ ho sviluppato una visione strategica relativamente al mio lavoro.