Posted in febbraio 2010

Factory Pattern in C++0x: un piccolo esempio…

Qualche giorno fa l’amico Martino (che fra l’altro ha appena aperto un suo blog: in bocca al lupo!) mi ha sottoposto un bel problema, ossia creare un oggetto per creare altri oggetti (factory) usando i variadic template del C++0x per gestire il diverso numero di parametri di ciascun tipo di oggetto da creare.

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“Usage” e GUI: come aiutare davvero l’utente…

Qualche giorno fa ho parlato di linee-guida per lo sviluppo del codice nel codice.

Ora vorrei soffermarmi su un piccolo aspetto, apparentemente lapalissiano, ma che in concreto temo non lo sia affatto: spiegare rapidamente all’utente come funziona il programma.

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Quando +1 equivale a 30…

Vabbeh, spero si capisca dal titolo… :P

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La legge di Oliver…

Qualche giorno fa stavo riflettendo su quanti linguaggi di programmazione esistano, quanti abbiano davvero successo nell’industria IT e, di questi, quali meriterebbero di essere studiati e soprattutto perchè.

Sono ormai certo che “imparare per imparare“, ossia lo studio come fine ultimo e non come mezzo, non sia un ragionamento nè intelligente nè produttivo.

Dopotutto, nel mondo reale, c’è sempre la “legge di Oliver”

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Aggiungere le “linee guida” di sviluppo nel codice…

Recentemente sto sperimentando qualche aggiunta alla “documentazione” standard: le “linee guida” dello sviluppo e dell’implementazione di un progetto.

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Rivedere le proprie posizioni…

E’ un po’ che rifletto su come il mio pensiero si sia evoluto fino ad ora, osservando fra l’altro come abbia cambiato idea su tutta una serie di “posizioni” su cui un tempo mi sarei detto incrollabile e inamovibile.

Ho notato un aspetto curioso, cioè che tornare sui propri passi non equivale sempre ad una ammissione di colpa o di errore: ogni contesto genera delle decisioni per cui rivederne alcune in un secondo momento, di fatto, significa prenderne di nuove e in un contesto nuovo di zecca. Quindi non necessariamente rinnegare quelle passate.

Forse questo ragionamento vi sembrerà un po’ farlocco o ipocrita, però molte decisioni/posizioni che poi ho rivisto nel corso del tempo in realtà erano scelte obbligate nel momento in cui le ho prese.

In seguito – ci vuole tempo per accorgersene e per una valutazione oggettiva sul proprio operato – ho potuto rivederle, analizzarle ed eventualmente correggerle, potendolo e soprattutto volendolo fare ovviamente (un minimo di umiltà aiuta sempre: farsi abbagliare dall’orgoglio impedisce di vedere bene la strada davanti).

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