Tanto tempo fa, quando ero in Università, una certa personcina (cioè Zeno) era solito “imporre” il divieto di parlare di cose di informatica quando si andava in mensa a mangiare e, nel caso, “rimproverare” bonariamente chi non rispettava tale regola (indovinate chi era solito infrangerla invece…).
Insomma, quello che in slang si dice “staccare” davvero, fisicamente e mentalmente.
Il troppo (lavoro) stroppia
Una certa prassi lavorativa tende a prediligere il “lavoro su tutto” ossia, almeno virtualmente, bisogna mantenersi perennemente focalizzati sulle proprie mansioni, “sui contenuti“.
Eppure sono sempre più convinto che un professionista che si rispetti e a meno di situazioni si emergenza, sia in grado di e debba saper riporre in un cantuccio il proprio lavoro, le proprie responsabilità e problemi fuori dall’orario lavorativo.
Staccare è importante per ricaricare le pile ed è fondamentale per poter partizionare nel modo corretto la propria vita, fra lavorativa e non.
Certo, l’ideale sarebbe una condizione per cui la realtà personale e quella lavorativa non si tocchino proprio (insiemi a intersezione nulla) ma questo è molto difficile da ottenere, specialmente se il nostro lavoro prevede responsabilità.
E, checchè se ne dica, tutti i lavori includono responsabilità specifiche, piccole o grandi che siano.
Eccessi di lavoro
Al contrario, se ci si lascia andare, se ci si impongono obiettivi troppo drastici e netti, si può arrivare a diventare workaholic. E con esso la sfilza di problemi che questa condizione comporta: esurimenti, fissazioni, paranoie, tic, depressione, …
Pur non arrivando ad una tale situazione, talvolta rimango perplesso quando qualche parte del mio cervello, nonostante mi stia dedicando ad altro, rimane “puntato” su qualche problema… e spesso lo risolve in background.
Emblematico quando nel dormiveglia mi trovo qualche idea per qualcosa su cui stavo lavorando il giorno prima.
O sotto la doccia, anche se questo pare una situazione comune e tristemente normale per degli sviluppatori. C’è addirittura chi ha dato un nome a tutto cio:
Showdea
For an idea that you came up with in the shower!
Conclusioni
Se anche la parte “nascosta” di noi continua a lavorare si rende comunque necessario far staccare quella “visibile”. A costo di imporsi la clausura e l’astinenza lavorativa, se necessario.
O più semplicemente, trovarsi un hobby che non abbia nulla a che fare con il proprio lavoro.
Chi ha detto “uncinetto a squadre”?
A me è successo più di una volta di svegliarmi la mattina con un’idea elaborata come dici tu in background. Però credo che tutto sommato sia naturale. Nella vita di tutti i giorno frequento con grande piacere persone distantissime dal mondo dell’informatica e universitario in generale quindi fortunatamente non mi devo imporre nessun momento di “silenzio informatico”.
Ehehehehe, quanto e’ difficile per noi informatici staccare completamente
Cmq e’ risaputo, per trovare la soluzione ad un problema e’ utile staccare. Ed anche a me e’ capitato di svegliarmi la mattina gridando EUREKA!
In alcuni periodi recentemente sono quasi arrivato alla vera e propria ossessione. Troppe pressioni e troppo lavoro da fare, con conseguenti problemi a dormire e cervello sempre fissato su qualche script bastardo.
Mi capita spesso che il cervello risolva qualche problema nei momenti più impensabili, due secondi prima di addormentarmi, la mattina prima di svegliarmi, mentre guido, sulla tazza…
Ormai ho imparato a conviverci, quando mi areno davanti ad un problema apparentemente irrisolvibile stacco in attesa che l’illuminazione arrivi
Ciao, grandi spunti, e bellissima la ‘showdea’ !
Da quando io e un mio collega siamo riusciti a portare avanti nuovi progetti uscendo dalla scontata sequenza di lavoro di ufficio, una delle nostre regole principali è “se sei bloccato e fuori c’è il sole, esci una mezz’ora per fare due passi.”
Di solito funziona molto molto bene ..
@Emanuele: fortunato te… ^^’
@Francesco: grazie per la conferma. Almeno non mi sento un caso anormale/anomalo…
@Joel: credo che sia la scelta giusta. Alle volte mi basta impormi di staccare per qualche secondo (tipo: “ora vado in bagno anche se non ho estrema urgenza”) e come per magia mi viene in mente qualche soluzione.
@Stefano: magari potessi farlo anche io!
Ciao & grazie per essere passati! ^^
Pensa che io conservo le docce esclusivamente per risolvere i problemi: non ne faccio una finché non è assolutamente necessario
Ahahah scherzo,
Pensa che c’è una teoria per cui nei momenti di dormiveglia, quando “sveniamo” a letto, veniamo in contatto con una “mente collettiva” che ci aiuta a risolvere i nostri problemi
@JustB: un social network onirico? Wow!
Ho allenato il mio cervello a isolare completamente tutto ciò che riguarda il lavoro una volta superata la soglia dell’ufficio…e poi a casa una bella corsa da 5-6km fa il resto…
Ciao Ras, quanto tempo!
Isolare il cervello mi pare un’ottima strategia: mi piacerebbe riuscirci, ma nulla da fare. La mia testa fa quello che vuole lei…
Ciau e grazie di essere passato! ^^