Recentemente sono stato chiamato in causa in una piccola discussione su Meemi circa il “reinventarsi programmatore“.
Non che sia la prima volta che sento questo tipo di affermazione nè che mi sia mai tirato indietro dal dare consigli agli aspiranti sviluppatori.
Temo tuttavia che, in parte a causa del mio fare da “brontolone-saccente“, mi sia costruito una certa nomea di persona che tende a bastonare qui e là, soprattutto chi vuole cambiare mestiere e diventare dall’oggi al domani un programmatore.
Mi scuso se ho dato questa brutta impressione di me, ovviamente non voluta e certamente erronea.
Credo che questa parvenza sia legata ai molti post in cui decanto lo sviluppo software come un’arte nobile o qualcosa del genere e, di conseguenza, mi lamento delle troppe persone che non prendono seriamente la cosa, abbassando la qualità media degli operanti nel settore.
In questo post voglio, anzi desidero intimamente spiegare bene e brevemente la mia visione su questo fatto e, se possibile, allontanare da me questa fastidiosa fama.