Un paio di mesi or sono ho avuto il piacere di rispondere ad una intervista a mezzo Skype sul gestire un blog.
Le domande, tutte molto pertinenti all’argomento, mi hanno fatto riflettere su questo canale tramite cui trasmetto quello che mi passa per la mente e sul come lo faccio.
Ecco un breve riassunto della mia esperienza-blog sotto forma di 4 ulteriori domande, che mi sono posto fin dall’inizio di questa “avventura“.
1. Gestire un blog come questo sarà difficile/costoso?
Sono sempre più dell’idea che gestire un blog sia via via più costoso sulla base della quantità di aggiornamenti/post e sulla qualità degli stessi.
Per quanto riguarda la frequenza di aggiornamento, fin dall’inizio mi sono imposto di non farmi condizionare troppo dal mantenerne uno, cioè dal fatto che debba continuamente offrire qualcosa di nuovo ai miei pochi e sparuti lettori.
Questo blog non è un prodotto editoriale/professionale con pubblicazioni periodiche e, per quanto io abbia tentato e tenti tuttora di crearmi un certo “giro” di lettori, non ho intenzione di farne una questione di vita o di morte. Dovesse aver successo, tanto meglio.
Ho quindi optato per scrivere un numero ristretto di post per settimana (tipicamente uno, massimo due) che mi consenta di scrivere qualcosa di veramente nuovo lasciandomi tutto il tempo per rifletterci attentamente e senza l’angoscia del “Argh! Cosa scrivo oggi?“.
Per quanto riguarda i “costi“, ho scelto una piattaforma gratuita (WordPress.com) ed un post mi richiede in media un paio di ore per 2-3 giorni. Di solito completo il post nel primo giorno e lo rivedo e correggo successivamente. Effettuo molte modifiche, anche a post pubblicato (es: correzioni grammaticali e di typo, aggiunta link, …).
Nonostante le mie pignolerie e la mia prolissità, gestire un blog in questo modo non mi risulta nè particolarmente complicato nè particolarmente faticoso.
L’unica cosa che può turbare il tutto è il reperimento e la stesura dei contenuti, ma solo perchè ho qualche fissazione relativamente ad essi…
2. Che tipo di contenuti prediligere?
Fin dall’inizio ho optato più su un discorso di qualità (se si può definirla così) che quantità, cioè nello scrivere qualcosa solo se ho davvero qualcosa da dire (Regola #1) e non solo per un mio improbabile narcisistico “volerci essere sempre e a tutti i costi“.
Di solito da una settimana all’altra trovo sempre qualcosa da dire perchè, come tutti gli umani, vivendo mi imbatto costantemente in cose che allettano il mio spirito critico e “chiacchierone”, ispirandomi e dando quindi il là a nuovi post, “settimanali”.
Questo è quello che intendo con “veramente nuovo“, qualcosa espresso in modo originale anche se prende spunto da qualcosa di già accaduto o dibattuto (Regola #2).
Per dire (e spero che nessuno si offenda): son capaci tutti di “tenere un blog” dove si copiano pari-pari i changelog dei programmi appena usciti. Questi blog hanno tutta la ragione del mondo di esistere (anche solo come amplificatori di una notizia di rilascio) ma non è il tipo di blog che mi interessa gestire in prima persona. Chiamatelo gusto personale, se vi va…
Inoltre gradisco tanto leggere le notizie, espresse in modo asciutto, quanto le reazioni, le opinioni, le critiche.
Ecco, forse è proprio nell’opinione, presente o assente, che valuto l’originalità o meno di un post rispetto al fatto che l’ha provocata. Cioè nell’aggiunta di un qualcosa alla notizia in sè (Regola #3).
3. Quale pubblico target?
Mi sono imposto un filone editoriale (blog tecnico) ed una specializzazione (campeggia in alto a destra, dopo il titolo: “Software engineering, programmazione, mercato del lavoro ICT, …”) che di fatto ne restringono molto l’audience, rendendolo di fatto un blog di nicchia rivolto ad un pubblico di nicchia.
So benissimo di risultare incomprensibile ai più e prolisso alla quasi totalità di persone che bazzicano queste lande.
Sulla prima parte ho poco da dire. Posso certamente provare a rendere il mio linguaggio più comprensibile e godibile, ma le tematiche che affronto spesso non lo sono. Spesso si tratta di materiale per addetti ai lavori. E quando sono indirizzati a chiunque, pago l’impostazione tematica che scoraggia l’incauto lettore che finisce su questo blog.
Quanto alla prolissità, è un mio problema da quando son nato. Non è un discorso solo di essere stringati, sintetici o minimalisti. E’ qualcosa di più: quando parto il flusso si apre e non mi fermo più, specialmente se si tratta di qualcosa che mi piace e su cui ho davvero qualcosa da dire.
Prometto che lavorerò di più su quest’ultimo aspetto ma non mi sento di garantire nulla: fin da quando sono bambino mi hanno inculcato in testa l’erronea affermazione-regola secondo cui “un “tema” di meno di n pagine è corto e quasi certamente conterrà pochi argomenti“. E’ dura liberarsene.
4. Vale ancora la pena gestire un blog, per giunta tecnico e su questi argomenti?
La risposta stringata è sì.
Innanzitutto sulla Rete c’è spazio per tutti, quindi alla peggio sprecherò qualche byte e verrò ignorato: è un problema che si può verificare in ogni momento, qualunque cosa si faccia, per cui l’ho messo in conto come un fatto relativamente normale.
In secondo luogo, nonostante l’avanzata dei social network, che alcuni considerano in opposizioni ai blog (ovviamente non concordo), ritengo che ci sia ancora e sempre più spazio per questi ultimi. Mi aspettavo infatti che, passato l’effetto-moda dei blog, chi non era davvero interessato a questo “canale” come un modo per veicolare e mantenere visibili nel tempo le proprie idee, lo avrebbe abbandonato per qualcosa di più trendy. Così è stato e non me ne stupisco.
I social network hanno scopi ben diversi da quelli dei blog, “costi di gestione” pressochè nulli o quasi rispetto ai secondi, sono nati per una comunicazione istantanea/estemporanea o quasi e sono pensati ed ottimizzati per “non avere memoria” (cfr. post, trovato su Meemi).
Quindi a fianco dei social network, che pur utilizzo, ho deciso di continuare a gestire un mio blog: verba volant, blog manet.
A dire il vero esso è nato con l’ambizione di realizzare in piccolo e in italiano qualcosa che ricordi i blog di JoelOnSoftware e di Coding Horror, che mi hanno profondamente ispirato e spinto a tentare l’avventura.
Vorrei ribadire quel “in italiano” non per una qualche forma di nazionalismo – che non mi appartiene – ma perchè sono certo che anche in Italia ci sia spazio per un blog che parli di ingegneria del software, programmazione e mercato del lavoro IT, esattamente come hanno trovato spazio e pubblico i blog citati poc’anzi seppur su scala globale.
Pia illusione? Spero proprio di no.
Che ne pensate? Se avete un blog e se volete, potete provare anche voi a rispondere a queste domande…
Approfitto di questo post per rimanere vagamente in topic dicendoti che mi piace la nuova veste grafica
@larsen: grazie! Ho optato per renderlo meno colorato e, spero, più leggibile. Ciao & grazie di essere passato!
si`, un po’ piu` secco lo preferisco. Se devo proprio trovare il pelo nell’uovo, personalmente ritengo un po’ scomoda la preview dei link fatta con snapShots. Ma e` appunto una preferenza personale.
@larsen: ehm, a me invece l’anteprima piace… ^^’ Ho comunque registrato il tuo suggerimento. Ora attendo il parere degli altri lettori (tipo mini-sondaggio) e poi decido. Ri-grazie!
Ciao e ben tornato dalle vacanze ! Sull’argomento blog vs micro-blogging (e memoria degli stessi) ti segnalo questo post in cui mi sono ritrovato abbastanza ..
I social sono per il qui e ora, un blog è per sempre
@Stefano: grazie per il link. Purtroppo al momento non mi riesce di vedere il post (la pagina mi è entrata in loop, continua a ricaricarsi all’infinito o_O)
@recenso: direi ottima metafora.
Ciao & grazie per essere passati! ^^
Non funziona il link ? Strano .. comunque non è importante. E’ praticamente il commento di @recenso
Per quanto riguarda i preview, so che non ti piacerà quello che sto per dire ma sono d’accordo con @larsen. Sono ben fatti ma in generale non mi piace molto che al passaggio del mouse mi si apra ‘roba che non ho chiesto’ … se solo avessero un timer ‘tipo tooltip’ …
@Stefano: ok, ok.
Avete ragione e avete vinto! Dopotutto se una persona è interessata a un link, basta che lo apra, no? ^^
Beh, magari aspetta qualche feedback in più …
@Stefano: tranquillo, ho deciso. Grazie!