Qualche giorno fa ho avuto il piacere di discutere con una conoscenza circa gli extension method del C# 3.0+ e, in senso lato, di tutte le diavolerie che linguaggi come appunto il C# introducono per “aiutare” il programmatore.
Qualche giorno fa ho avuto il piacere di discutere con una conoscenza circa gli extension method del C# 3.0+ e, in senso lato, di tutte le diavolerie che linguaggi come appunto il C# introducono per “aiutare” il programmatore.
Mi ero ripromesso di rispondere allo stupendo post dell’amico Contezero, Future Fantastic, direttamente lì, con un commento, ma stava crescendo troppo, così ho ripiegato a mia volta sullo scrivere un post.
Il fulcro della discussione parte da Asimov e da un suo saggio su umanità ed informazione:
Asimov in questo saggio è ottimista, crede che una cultura ed una informazione largamente distribuita e facile da reperire porterà l’uomo ad un nuovo rinascimento, dove alleviato dai lavori pesanti dai Robot potrà dedicarsi maggiormente alla cultura e al condividerla con gli altri.
Ogni tanto mi metto a rileggere “Alla ricerca della stupidità: 20 anni di disastri hi-tech” (seconda edizione) ed ogni volta ritrovo qualcosa di interessante su cui riflettere. Riformulo: è estremamente curioso il fatto che aprendo quel libro trovi sempre qualcosa che si applichi pari pari a qualcosa che mi è appena successo o che ho appena visto accadere intorno a me.
Probabilmente è il mio subconscio che tende a collegare un fatto a qualcosa contenuto in un libro e poi mi spinge a rileggerlo, però questo non toglie che sia gli effetti siano piacevoli. Esattamente come quando si studia qualcosa e col tempo, senza un refresh continuo, lo si disimpara: tuttavia, se un domani servisse recuperarne la conoscenza, si saprebbe già dove cercare e magari ci si ricorderebbe già qualcosa, senza dover ripartire da zero.
Nella fattispecie, la parte che mi ha nuovamente colpito è contenuta nella prefazione e si riferisce al senno, alla lezione che si può trarre dal passato, soprattutto per quanto riguarda gli errori.
Con l’anno nuovo appena iniziato non poteva mancare una nuova recensione. Dal momento che ultimamente sto lavorando seriamente – anche – con Javascript e librerie varie (soprattutto jQuery), avendo necessità di ottimizzare l’ottimizzabile per un progetto che sto seguendo, ho pensato di leggere qualcosa di specifico sull’argomento.
Come regalo di Natale e di compleanno per la mia mogliettina Nemuriko, avevo pensato ad un paio di begli orecchini. Dopo svariate peripezie – di cui non parlerò – quei monili si sono trasformati per incanto in un tablet Android, per la precisione un Archos 70 Internet Tablet.
Da ciò discende questo post-riflessione su siti, interfacce e tablet.