Un blog come buona scusa per imparare…

InspirationTempo fa, un amico dell’Università – Il Dodo -, tenne a noi del laboratorio Wiener una serie di interessanti seminari sulla teoria delle wavelet. Un giorno, prima di iniziare, volle precisare come il fatto di dover spiegare qualcosa a qualcuno fosse per lui uno stimolo enorme per impararla e bene.

Quando si sente un tipo di affermazione come questa è normale restare perplessi, almeno sulle prime: è come se un maestro ammettesse candidamente alla sua classe di aver letto ed imparato una lezione giusto pochi minuti prima di spiegarla. Scioccante, sincero, sublime.

A tratti è la stessa cosa che capita anche a me quando scrivo un post…

Provocare l’ispirazione

Più volte mi è stato chiesto come produca i post ossia da dove provenga l’originale ispirazione ideatrice. Come per molte altre persone – pressochè tutte? – la mia ispirazione si origina da qualcosa che mi colpisce durante la settimana. Di solito, quando arriva, mi appunto giusto un’idea di titolo – o più di un appunto, se la settimana è particolarmente propizia -, che poi estendo durante il weekend, fino ad arrivare al post del lunedì.

Eppure, come molti seri scrittori – io non lo sono, sia chiaro! – sperimentano, non basta aspettare l’evento-manna dal Cielo settimanale: si arriva facilmente a prolungati momenti di “vuoto”, il cosiddetto e temuto “blocco dello scrittore“. Anzi, tantopiù si cerca qualcosa da cui ricavare un pezzo, tanto più si rimane incastrati dalla mancanza di argomenti utili ed interessanti da sviscerare. Sembra quasi che più cerchi l’ispirazione, più essa si nasconde, si volatilizza.

Nella mia modesta esperienza di gestione di un blog ho imparato a non forzare la mano, tentando di scrivere un post su qualcosa nato più per necessità (di avere il post del lunedì) che per convinzione (di avere un argomento valido).

In altre parole ammetto la possibilità che prima o poi rimarrò senza un post per una o più settimane: come una nave a vela che non si sposta senza un alito di vento e che attende che quest’ultimo riprenda a spirare, prima o poi.

Accettare di poter rimanere “a secco” ha un che di rilassante e toglie le basi al vero problema connesso al “blocco dello scrittore”: il panico, illogico ed immotivato, di sentirsi bloccati indefinitamente, ossia di non riuscire più a riprendersi.

A differenza di uno scrittore professionista, io non vivo di e per questo blog, per cui posso permettermi qualche rallentamento e perfino di smettere di scrivere da un giorno all’altro, senza preavviso alcuno. Questa è libertà.

Col passare del tempo e, soprattutto, riflettendo sulle parole del Dodo, ho scoperto e notato che il suo discorso si può applicare con profitto anche allo scrivere i post: scrivere i post può essere il frutto dell’imparare e viceversa.

Il meccanismo e semplice: si può forzare l’ispirazione imparando qualcosa di utile e provando a descriverlo in un post, ad un pubblico teoricamente più ampio e meno definito rispetto al caso di una “classe” che segue le parole del suo docente.

Dico di più: scrivere qualcosa con l’intento di spiegare qualcosa a qualcuno – e quindi non solo per un mero egoismo intellettuale – spinge a fare le cose in modo migliore: si impara meglio per descriverlo meglio.

Ciò rappresenta uno stimolo incredibile, qualcosa che va ben oltre il sentirsi in qualche modo obbligati a produrre il solito, ennesimo post settimanale: si impara per poter scrivere e si scrive per poter imparare.

Se il risultato è decente, a questo punto, il gioco vale ampiamente la candela.

Appunti di vita vissuta

Questo blog non è affatto un diario, anche se molte delle cose che leggete hanno una precisa collocazione temporale (di solito le lascio decantare per un po’, ma non sempre) e delle cause precise che mi hanno spinto a scrivere.

Lo confesso: non mi piace scrivere perchè sono intimamente pigro, ma quando sono ispirato posso tirare avanti per ore e ore senza rallentamenti o ripercussioni psicofisiche di sorta. Forse è proprio il fatto che non mi sforzo, che mi sento libero di scrivere o non scrivere, a facilitarmi il compito: dove c’è l’obbligo, la passione, l’entusiasmo ed il divertimento scemano.

Col tempo ho imparato a non cercare l’idea ma a provocarla, lasciandomi incuriosire da quello che mi accade intorno. Ho imparato a segnarmi da qualche parte quello che di nuovo e di curioso trovo ogni giorno e poi, col trucco del blog, fare leva ed impararlo in modo migliore, come se dovessi davvero esporlo ad un pubblico che si aspetta da me delle delucidazioni, che pende dalle mie labbra.

Un ottimo ed eccellente artificio mentale per battere la pigrizia, per spingersi ad approfondire qualcosa, per provare a migliorare un poco il proprio stile di scrittura, per progredire a livello professionale ed umano. Un esercizio di stile che, escluso il tempo e lo sforzo da impiegare in modo abbastanza costante, ha solo dei vantaggi.

Il mio professore di linguaggi di programmazione all’Università – e non solo lui a dire il vero – soleva ripeterci che l’unico modo per imparare davvero un dato linguaggio è scrivere codice su codice, non limitarsi ad impararne le relative nozioni, pedissequamente lette su un libro dedicato, col solo scopo di superare un esame.

Beh, credo che il discorso non valga solamente per i linguaggi di programmazione, ma sia generalizzabile a qualunque linguaggio, incluso quello naturale: più uno si sforza di scrivere, più migliorerà (repetita iuvant), anche solo per inerzia. O così voglio sperare che sia.

Che ne pensate?

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6 thoughts on “Un blog come buona scusa per imparare…

  1. Marina scrive:

    Bellissimo post :-) Questo tuo punto di vista lo terrò a mente e spero di seguire il tuo esempio con alcuni progetti che mi gironzolano in testa

  2. jp scrive:

    @Marina: lieto che ti sia piaciuto. Non sono certo che sia un metodo infallibile (non credo ve ne siano), però con me spesso funziona. Per dire, fino a ieri sera – tarda sera – non avevo ispirazione e avevo capito che per oggi non avrei avuto nulla di pronto. “Pazienza!“, mi sono detto. Poi, d’improvviso, il post è uscito da sè, in pochi minuti, senza fatica… :D

    Ciao & grazie di essere passata! ^^

  3. Condivido tutto, anche io preferisco non scrivere per settimane piuttosto che scrivere per dovere, anche se nel mio caso si tratta di istinto di conservazione più che di mancanza di idee.
    Nei settori di cui mi occupo (me e prevalentemente cinema e televisione) non si rischia di rimanere a corto di argomenti, però io scrivo per passione e se mi va di prendermi un periodo di ferie lo fo :)
    Infatti a volte posso fare settimane di silenzio altre volte scrivere due post in due giorni, dipende da come mi sento. Ho un blog che non tocco da più di un anno, ma non ho tempo né voglia in questo momento, poi si vedrà :)

  4. jp scrive:

    @recenso: io preferisco il poco ma costante. Una volta ne scrivevo un paio per settimana, ora se mi riesce – per ora è andata bene – mi accontento di uno. Sospetto che prima o poi anche io mi fermerò, ma spero più in là. Alla fine, per quanto pigro, mi piace gestire questo piccolo blog… :D

    Ciao & grazie di essere passata! ^^

  5. Stefano scrive:

    Condivido in pieno.
    Più e più volte mi è passata per la mente l’idea di aprire un blog tutto mio, un po’ perché ritengo sia d’aiuto per imparare ad esprimersi meglio, inoltre penso che solo quando si è in grado di insegnare si può dire di aver imparato veramente, ma soprattutto mi piace l’idea di poter condividere i propri pensieri in uno spazio dedicato.
    Tuttavia sono troppo pigro per scrivere senza richieste particolari (mi da l’idea di parlare al muro) e mi spiacerebbe dedicarci poca attenzione.
    Ciao!

  6. jp scrive:

    @Stefano: anche io sono pigro. :D A dire il vero, fino ad ora non ho mai avuto l’idea di parlare al muro. Al massimo a poche persone, quello sì, ma è proprio quello il bello: pochi lettori, poca pressione, tanta libertà ed “autonomia editoriale“. In ogni caso, penso, i vantaggi sono comunque superiori alla pura “mancanza di successo“. D’altra parte, si deve comunque iniziare a fare qualcosa se si punta a quello…

    Ciao & grazie di essere passato! :)

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