Miniguida: Esame di Stato per Laureati in Informatica
- Introduzione
- Premesse importanti
- Il D.P.R. 328/2001
- Le prove dell’Esame
- Motivazioni per sostenerlo
- I permessi di lavoro
- Pianificare l’Esame
- Attestato di abilitazione “sostitutivo”
- Note varie
- Conclusioni
- Riferimenti
Questa miniguida nasce con l’intento di riunire in un solo documento tutte le informazioni che ho raccolto per sostenere l’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere, settore dell’informazione (indicato con EdS d’ora in poi).
Inoltre con essa adempio alla promessa che avevo stretto con amici della mia Università: è quindi rivolta primariamente (ma non solo) ai laureati in informatica del “Nuovo Ordinamento“, interessati a sostenere tale Esame.
Non intendo soffermarmi sul significato di concedere anche a laureati non-in-ingegneria di ottenere il titolo di ingegnere (vedi Nota #1). Per quanto mi riguarda ho semplicemente deciso di approfittare di questa opportunità che lo Stato mi ha concesso e che non ho mai richiesto. In altre parole, vorrei evitare inutili discussioni e polemiche.
Non intendo dipingere l’EdS come uno scherzo perchè certamente non lo è: richiede impegno, volontà e serietà. Non sottovalutatelo ma nemmeno temetelo: è un esame non banale e come tale deve essere affrontato.
Non mi assumo alcuna responsabilità circa le informazioni qui contenute e ciò che farete con esse. Ho cercato di essere quanto più possibile preciso e quando ho potuto ho “lasciato parlare le carte“, ma non posso garantirvi nulla. Se sarà il caso proverò a mentenere aggiornato questo documento ma non posso assicurarvelo.
Inoltre, onde evitare equivoci, ricordo che per ottenere il titolo di ingegnere, ossia essere legalmente autorizzati a usare il prefisso ing. in Italia, non basta essere laureati in una disciplina ingegneristica o assimilabile/parificata dallo Stato, ma sussistono altre due condizioni.
Da Wikipedia [Ref]:
L’ingegnere è il professionista laureato in almeno uno dei diversi settori dell’ingegneria, abilitato all’esercizio della Professione in seguito al superamento di un esame di Stato ed iscritto ad un pubblico albo.
Questo fatto produce un paradosso curioso, preoccupante e un po’ imbarazzante: un laureato in informatica, abilitato ed iscritto all’apposito Albo professionale in una delle due sezioni in cui è suddiviso, legalmente è un “ingegnere” mentre un laureato in ingegneria informatica non abilitato invece non lo è.
Ovviamente nella vita reale nessuno sano di mente si permetterà mai di chiamare puntigliosamente “dottore in ingegneria” un laureato in ingegneria non iscritto all’Albo, ma lo indicherà (correttamente) come “ingegnere”.
Tuttavia l’aspetto legale del titolo di ingegnere esiste e sulle scartoffie burocratiche purtroppo conta.
L’entrata in vigore del Decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 2001 n.328 [Ref] ha comportato, come ben descritto nel titolo,
“modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni, nonchè della disciplina dei relativi ordinamenti“
Fra le novità introdotte da tale decreto vale la pena ricordare la possibilità per i laureati dei corsi triennali e della specialistica/magistrale di informatica di poter accedere all’esame destinato originariamente ai soli laureati in ingegneria e quindi iscriversi all’Albo.
Il “settore” di destinazione è quello denominato “ingegneria dell’informazione” che include anche i laureati in ingegneria elettronica e quelli in ingegneria per le telecomunicazioni.
Nota: è bene precisare che “laurea in informatica” e “laurea in ingegneria informatica” sono corsi ben distinti: la prima è nota nel resto del mondo come laurea in Computer Science mentre la seconda come laurea in Computer Engineering.
L’accesso all’EdS ai laureati in informatica è così ripartito:
- l’Articolo 47 permette l’accesso all’Esame di Stato, Sezione A, ai laureati in informatica del corso specialistico/magistrale.
- l’Articolo 48 permette l’accesso all’Esame di Stato, Sezione B, ai laureati in informatica del corso triennale;
ESTRATTO DAL D.P.R. 328/2001, ARTICOLO 47
…
2. Per l’ammissione all’esame di Stato è richiesto il possesso della laurea specialistica in una delle seguenti classi:
…
c) per il settore dell’informazione:1) Classe 23/S – Informatica;
2) Classe 26/S – Ingegneria biomedica;
3) Classe 29/S – Ingegneria dell’automazione;
4) Classe 30/S – Ingegneria delle telecomunicazioni;
5) Classe 32/S – Ingegneria elettronica;
6) Classe 34/S – Ingegneria gestionale;
7) Classe 35/S – Ingegneria informatica.ESTRATTO DAL D.P.R. 328/2001, ARTICOLO 48
…
2. Per l’ammissione all’esame di Stato è richiesto il possesso della laurea in una delle seguenti classi:
…
c) per il settore dell’informazione:
1) Classe 9 – Ingegneria dell’informazione;
2) Classe 26 – Scienze e tecnologie informatiche.
Va precisato che il D.P.R. 328/2001 si riferisce alle classi di laurea in Informatica dell’ordinamento vigente in quel momento, ossia quello derivante dal D.M. 509/99.
Il successivo D.M. 270/2004 ha cambiato le “sigle” delle classi di laurea, ivi incluse quelle in informatica [Ref]:
Attualmente, dopo la riforma operata dal D.M. 270/2004 i corsi di laurea di Informatica sono distinti nelle seguenti classi:
- laurea di classe L-31: scienze e tecnologie informatiche
- laurea magistrale di classe LM-18: informatica
- laurea magistrale di classe LM-66: sicurezza informatica
La variazione nei nomi delle classi di laurea non cambia il discorso: i laureati di questi corsi di laurea possono (ovviamente) accedere all’EdS.
Il sito dell’Associazione nazionale degli Ingegneri dell’Informazione (A3I) [Ref] riporta infatti in un’apposita pagina due documenti ufficiali, tratti dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, a conferma di quanto detto [Ref]:
- Tabella equiparazioni tra lauree vecchio ordinamento, specialistiche e magistrali
- Equiparazione tra lauree DM 509/99 e DM 270/04
Nota: si noti che col passaggio dall’ordinamento stabilito dal D.M. 509/99 a quello deciso col D.M. 270/2004 le lauree “+2″ hanno cambiato nome, da “specialistiche” a “magistrali”.
Si noti che stranamente i laureati in informatica dei corsi precedenti alla riforma introdotta col D.M. 509/99 (“Vecchio Ordinamento“) risultano esclusi dall’accesso all’EdS [Ref].
ESTRATTO DALLA CIRCOLARE DEL MIUR: “ESAMI DI STATO DI ABILITAZIONE ALL’ESERCIZIO DELLE PROFESSIONI. APPLICAZIONED.P.R. 328/2001″
…
Al contrario le lauree che nell’ambito del previgente ordinamento non consentivano l’accesso agli esami di Stato non costituiscono titolo idoneo per sostenere i nuovi esami, a meno che non esistano espresse previsioni in tal senso nel D.P.R. 328/2001. In particolare i laureati in scienze dell’informazione e in informatica non possono accedere all’esame per la professione di ingegnere e i laureati in chimica e tecnologie farmaceutiche non possono adire l’esame di chimico, i laureati in scienze dell’educazione non possono accedere all’esame per assistente sociale;
Questa limitazione è stata oggetto di numerosi ricorsi al TAR [Ref] ed esiste perfino una sentenza del TAR della Puglia [Ref] che ha permesso ad un laureato in Scienze dell’Informazione (laurea quadriennale) di sostenere l’EdS.
Questa sentenza di fatto rappresenta un buon precedente ma a quanto pare ha valore per il singolo individuo che ha fatto ricorso e non si estende automaticamente a tutti [Ref].
LAUREE CHE CONSENTONO L’AMMISSIONE
…
Nonostante le diverse iniziative condotte dall’Alsi, la situazione permane, ed i laureati del non possono sostenere l’esame di stato a meno di rilaurearsi secondo il nuovo ordinamento oppure di fare domanda per poter sostenere l’esame seguita da un ricorso al TAR.
Il D.P.R. 328 è stato oggetto di innumerevoli ricorsi da parte di svariati enti per modificarlo o addirittura abrogarlo.
Ad esempio, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) ha più volte fatto ricorso prima al TAR, poi al Consiglio di Stato (CdS) per abrogare il decreto.
L’ultimo ricorso presentato in ordine di tempo dal CNI al CdS è stato infine dichiarato, con sentenza N.1473/2009, “in parte respinto in parte irricevibile” [Ref], confermando quindi la piena validità del D.P.R. 328 [Ref e Ref].
Nel frattempo in Parlamento si stanno avanzando proposte di riordino delle categorie professionali [Ref].
Si vocifera, ad esempio, di un nuovo Albo “tecnici” che dovrebbe integrare tecnici diplomati (es: periti industriali ed agrari, geometri, …) e tecnici laureati (es: “ingegneri triennali”) separato da quello degli ingegneri quinquennali [Ref].
In altre parole si pensa a un ritorno a un Albo per soli ingegneri “quinquennali” ed a un altro, disgiunto, dove gli ingegneri triennali “convivranno” con altre figure professionali.
Inutile dire che la proposta toccherebbe anche i laureati triennali in informatica abilitati in quanto possono iscriversi all’Albo Sezione B.
Per i laureati quinquennali abilitati, non dovrebbero esserci novità in quanto non sembrano esserci modifiche legislative in programma per la Sezione A.
Come ho già detto qualche riga sopra, in questo contesto (miniguida) non voglio entrare nel merito di eventuali polemiche: mi limito a riportare i fatti.
Periodicamente il MIUR emana un’ordinanza contenente le date di inizio a livello nazionale per le due sessioni annuali dell’EdS: la prima metà anno mentre la seconda verso la fine dell’anno.
Ciascuna sessione dell’EdS consta di 4 prove, ripartite su più giorni:
ESTRATTO DAL D.P.R. 328/2001, ARTICOLO 47 (e 48)
…
a) prova scritta relativa alle materie caratterizzanti il settore per il quale è richiesta l’iscrizione;
b) una seconda prova scritta nelle materie caratterizzanti la classe di laurea corrispondente al percorso formativo specifico;
c) una prova orale nelle materie oggetto delle prove scritte ed in legislazione e deontologia professionale;
d) una prova pratica di progettazione nelle materie caratterizzanti la classe di laurea corrispondente al percorso formativo specifico.
Ovviamente è necessario superare tutte e quattro le prove per ottenere l’abilitazione.
Notate che non vi è scritto nulla circa la durata delle singole prove e quindi sarà la commissione a stabilirla.
Le prime due prove, a seconda del luogo dove sostenete l’EdS, possono richiedere anche 4 ore ciascuna; l’orale dipende ovviamente dalla coda di persone davante a voi e da quello che si aspetta da voi la commissione esaminatrice; l’ultima prova, infine, può durare anche 8 ore.
Passare dalla Sez. B alla Sez. A
Situazione: laureato triennale e già abilitato per la Sezione B; dopo aver ottenuto la laurea specilistica/magistrale decide di rifare l’EdS per trasferirsi/iscriversi alla Sezione A.
In questo caso non sarà necessario ripetere nuovamente tutte e 4 le prove ma solamente 2.
ESTRATTO DAL D.P.R. 328/2001, ARTICOLO 47 (e 48)
…
5. Per gli iscritti ad un settore che richiedono l’iscrizione ad altro settore della stessa sezione l’esame di Stato è articolato nelle seguenti prove:
…
a) una prova scritta nelle materie caratterizzanti il settore per il quale è richiesta l’iscrizione;
b) una prova pratica di progettazione nelle materie caratterizzanti il settore per il quale è richiesta l’iscrizione.
“Perchè mai dovrei fare l’Esame di Stato? Sono già laureato in informatica! Cosa ci guadagno?”
Queste sono le domande che mi sono posto a suo tempo e su cui ho riflettuto a lungo.
Esistono svariati pro e i contro e cercherò di presentarveli in modo oggettivo, al punto dal sembrarvi forse cinico: niente ipocrisie.
- rapporto prezzo/prestazioni: quattro prove per ottenere un titolo aggiuntivo;
- possibilità concreta e attuale: le continue riforme professionali attuate dai vari governi potrebbe precludere in futuro la possibilità di sostenere l’Esame di Stato per i laureati in informatica o modificarne i termini di accesso;
- offerte di lavoro: aumento teorico del numero di offerte a cui si può rispondere positivamente;
- carriera: incremento teorico nella possibilità di carriera;
- libera professione: agevolazioni e supporto professionale di un Ordine riconosciuto dallo Stato;
- progetti: possibilità di firmare progetti;
- rispetto: in molti ambiti la figura professionale dell’ingegnere è ancora molto rispettata;
- titolo: ottenere il titolo di ing.
- tempi:
- bisogna prepararsi ossia trovare tempo e voglia per rimettersi sui libri;
- le sessioni all’anno per l’EdS sono solamente due e si svolgono in contemporanea su tutto il territorio nazionale (stesse date di inizio);
- ogni sessione può durare svariati mesi in quanto costituita da 4 prove ripartite su più giorni (di solito un esame al giorno);
- costi: sostenere l’EdS costa più di 200€, più spese per cibo e trasporti, eventuali mancati guadagni, …;
- possibile inutilità:
- sostenere l’EdS escludendo a priori e in maniera definitiva una possibile iscrizione (anche futura) all’Albo è una scelta discutibile;
- il titolo acquisito non trasforma in supereroi da un giorno all’altro.
Precisazione importante: onde evitare di passare per “usurpatore di titoli” o uno che favorisce un tale misfatto – quale ovviamente non sono – tengo a precisare in maniera chiara ed esplicita che non ho sostenuto l’EdS per farmi chiamare “ingegnere” ma per motivi squisitamente professionali (in più ho ricevuto anche una forte pressione da parte dei miei genitori). Ad essere onesti, non ho mai usato nemmeno il titolo di dottore, che già avevo ottenuto, e quando lo vedo stampato sui documenti ufficiali mi sembra sempre qualcosa di insolito. Posso tuttavia garantirvi che se un domani elencare i titoli fosse l’unico modo per ottenere rispetto da qualcuno, non esiterei a farlo, puntini inclusi (vergognandomi poi per essere stato costretto, ma questa è un’altra storia).
In prospettiva professionale (es: teorico avanzamento di carriera o nuovi sbocchi) mi sentirei di suggerire l’EdS ai neolaureati perchè ancora “freschi di studio”.
Qualora abbiate un lavoro, è bene informarsi con largo anticipo in azienda circa la possibilità di assentarsi per sostenere l’EdS.
A seconda del contratto è possibile disporre di permessi retribuiti per formazione: ad esempio il CCNL dei metalmeccanici assegna per ogni triennio 150 ore di permessi retribuiti per formazione da cui poter attingere [Ref, Art. 7, punto A].
In questi casi è probabile che dobbiate compilare un apposito modulo aziendale mentre è praticamente certo che dobbiate richiedere la “firma” della commissione per dimostrare la vostra presenza alle prove dell’EdS: l’azienda ha giustamente il diritto di tutelarsi.
Verificate preventivamente se il vostro contratto vi consente di beneficiare di questo tipo di permesso e/o concordate con i vostri responsabili eventuali agevolazioni (es: permessi ma con recupero-ore, magari “ammortizzabili” su più giorni).
Sistemate le faccende economiche e quelle burocratiche è ovviamente tempo di pianificare, ossia aprire la vostra “pratica Esame”.
Supposto siate determinati a sostenerlo, questi sono i passi che vi consiglio di seguire (riporto il periodo di tempo prima dell’inizio di una delle due sessioni d’esame annuali):
- -3/4 mesi: determinare quanto tempo potete dedicare per studiare e stabilire a grandi linee i periodi di studio settimanali/mensili. E’ inutile iscriversi senza avere il tempo!
- -3 mesi: informarvi e scegliere dove volete sostenere l’EdS, ossia in quale Università: l’EdS si tiene negli stessi giorni su tutto il territorio nazionale quindi potete liberamente scegliere;
- -3 mesi: verificare se c’è qualcuno che intende sostenere con voi l’EdS. (opzionale ma caldamente raccomandato);
- -2 mesi: se lavorate, anticipare ai vostri responsabili che intendete sostenere l’EdS e sondare la loro disponibilità a permettervelo (per i permessi);
- -2 mesi: recuperare e compilare i moduli di iscrizione, pagare le tasse/contributi, consegnare il tutto per tempo in segreteria;
- -2 mesi: recuperare quanto più materiale di studio per l’EdS possibile (meglio ancora se proveniente dall’Università in cui volete sostenere l’EdS) e iniziate a studiare;
- -1 mese: richiedere in anticipo i permessi di lavoro in modo che non ci siano problemi nè scuse più o meno valide per rifiutarveli;
- -1 settimana: se è il caso, prenotare il biglietto dei mezzi di trasporto.
Credo sia fuori discussione che l’EdS non sia affatto uno scherzo quanto a impegno, costi e tempi (leggi: “astenersi perditempo”).
Probabilmente l’aspetto più problematico è proprio il fatto che è suddiviso in quattro prove che possono essere distribuite nell’arco di diversi mesi (nel mio caso 3 mesi: prime 2 prove, pausa di alcuni mesi, ultime 2 prove), il che rende terribilmente lungo l’intero EdS.
Per questi motivi può risultare più agevole sostenerlo nel periodo fra il conseguimento della laurea e l’inizio di un impiego.
L’altro aspetto relativo al tempo, ossia quello dedicabile allo studio è importantissimo e va valutato accuratamente: vi consiglio vivamente di non intraprendere l’EdS se non avete la certezza di poterlo inserire fra le vostre priorità più elevate e quindi concluderlo. Per capirci: non prendetelo come una questione di vita e di morte ma nemmeno sottogamba. E’ pur sempre un signor esame!
Detto questo non voglio scoraggiarvi: se siete ancora “freschi” e/o avete qualche ora di tempo da dedicargli ogni settimana non dovreste trovare particolari difficoltà a superarlo.
Per quanto mi riguarda, a titolo indicativo, ho studiato 3-4 ore ogni settimana per 2 mesi con mio cugino (che ringrazio): se potete, organizzatevi con altre persone per sostenerlo insieme. I gruppi di studio, in questo caso, sono la scelta migliore per prepararsi al meglio, evitando la noia e le difficoltà dello studiare da soli.
Non prendete queste tempistiche per verità di fede: regolatevi come credete opportuno, magari sulla base dei temi d’esame che nel frattempo vi consiglio di recuperare. Più che buttarsi direttamente e a capofitto sulla teoria, vi consiglio di leggerne e svolgerne un po’ e vedere se vi sono materie/tematiche ricorrenti sulle quali magari avete delle lacune.
Non vi sto dicendo di studiare solo quello che trovate nei temi d’esame: sarebbe un discorso rischioso oltrechè stupido e semplicistico. Vi sto dicendo di non lanciarvi a studiare a caso.
Inoltre, come ho già detto, fra le prove possono passare svariati giorni, settimane o addirittura mesi. E’ fondamentale proseguire nello studio/ripasso e nello svolgere i temi d’esame. Se riuscite a “carburare bene” il ripasso vi impegnerà poche ore alla settimana e non vi annoierete.
Puntate a ripassare con la testa rivolta all’EdS preso globalmente, non alla singola prova. In altre parole non iniziate a studiare o ripassare il giorno prima di una prova.
Ogni commissione d’Esame è libera di scegliere autonomamente le materie ed i quesiti d’esame, quindi non ho “certezze 100%” da distribuire.
Posso però indicarvi le materie che ho ripassato, compatibilmente con i temi d’esame che ho svolto per prepararmi. Mi permetto di indicare in grassetto quelle che poi, nel mio caso specifico, si sono rivelate utili in sede d’esame (per voi potrebbero essere altre).
- database (inclusi schemi ER, schemi logici, SQL, …)
- ingegneria del software (inclusi design pattern, UML, …).
- reti (inclusi protocolli, sistemi distribuiti, ecc…)
- sicurezza informatica (inclusi protocolli, ecc…)
- gestione/controllo dei processi industriali (inclusi PLC, …)
- programmazione (come linguaggi direi C, C++ e Java)
- sistemi operativi
- algoritmi e strutture dati
- varie & eventuali (ossia tutto il resto)
Per quanto riguarda i temi d’esame, all’inizio ho trovato e studiato su quelli delle seguenti tre Università:
- temi d’esame sul sito del Politecnico di Torino
- temi d’esame sul sito dell’Università di Pisa
- temi d’esame sul sito dell’Università di Padova
In seguito ho recuperato anche quelli, in formato cartaceo (non ho trovato temi scaricabili), dell’università in cui ho poi sostenuto l’EdS, ossia quelli dell’Università degli Studi di Brescia (Unibs).
Ovviamente vi consiglio di fare altrettanto: scelta la sede d’esame, è essenziale recuperare anche (soprattutto?) tutto quello che può servire, temi d’esame in primis.
Se potete, trovate qualcuno che ha svolto in precedenza l’EdS in quella sede e recuperate tutte le informazioni utili del caso.
Attestato di abilitazione “sostitutivo”
Superato l’Esame passerà del tempo (si parla di 3-4 anni!) prima di ricevere il certificato vero e proprio, ossia la pergamena che attesta l’effettiva abilitazione.
Per questo motivo è assolutamente fondamentale che, verificato il superamento dell’EdS, vi rechiate presso la Segreteria preposta e vi facciate rilasciare, dietro opportuno pagamento (verificate come e quanto), un documento ufficiale e “temporaneo” che ne attesti l’esito: l’”attestato di abilitazione sostitutivo“.
Citando dal sito dell’Università di Trento:
L’Attestato di abilitazione, detto “sostitutivo” perché sostituisce temporaneamente il Diploma originale di abilitazione, viene rilasciato in unico esemplare e deve essere conservato in originale e restituito all’Ufficio Dottorati ed Esami di Stato all’atto della consegna del Diploma di abilitazione.
- Pur volendo evitare inutili polemiche, penso sia opportuno ricordare, a titolo di esempio, che anche in Inghilterra è consentito ai laureati in “discipline tecnologiche accreditate” di diventare “ingegneri” [Ref, Ref]
Spero che questa miniguida sia chiara e vi sia utile.
Se avete suggerimenti, richieste, ecc… sapete dove trovarmi.
Un breve elenco di siti “utili” inerenti questa miniguida:
- Associazione Italiana Ingegneri dell’Informazione – A3I [Ref]
- Associazione nazionale Laureati in Scienze dell’Informazione ed Informatica – ALSI [Ref]
- Consiglio Nazionale degli Ingegneri – CNI [Ref]
- Ingegnere Iunior [Ref]
- Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – MIUR [Ref]

Salve Jp,
ti faccio i mie complimenti per questo fantastico Blog (sono un tuo anonimo ma assiduo frequentatore…soprattutto degli interventi sul C++ [sbav]) e per questo articolo che ha risposto a molte mie domande sui “Pro e Contro” dell’Esame di Stato.
Laureato da poco in informatica, vorrei continuare con la specialistica a settembre e in questo periodo di “traghettamento” potrei dedicarmi a questa possibilità.
Anche a me non piace vantarmi di titoli che per giunta mi “calzano” male e per questo non la farei proprio per la sigla “Ing.” (non lo definirei un “Pro”). Se mi decido sarà solo per riempire (e non sprecare) questo tempo di attesa.
Per quanto riguarda gli argomenti dell’esame, ho visto che sono tantissimi…c’è tutta l’informatica
Solo l’argomento “Sistemi Operativi” potrebbe impegnare la mente di un comune essere umano per svariati anni
Saluti, Martino
Molte grazie per i complimenti (jp.ego++). Si fa quel che si può… ^^
1. Esame fra le lauree
Quanto al fare l’esame (nel tuo caso Sez. B suppongo) fra una laurea e l’altra direi che apparentemente non sembra una cattiva idea (non ho certezze da dispensare, sorry ^^’).
Al momento la situazione è un po’ caotica per via delle varie proposte di riforma degli Albi che continuano a susseguirsi.
Però è possibile/probabile che se un domani nasceranno davvero due albi distinti in luogo delle due sezioni attuali, chi è già abilitato nella Sezione B riceva una qualche forma di agevolazione che lo “spinga” nell’Albo che rimpiazzerà la Sezione A.
O almeno così si spera. ^^’
2. Materie
Quanto alle materie, sì, sono apparentemente tante.
Però non devi pensare a un esame in cui vanno a chiederti il trafiletto X della pagina Y del libro Z, non so se rendo…
Come ho detto l’ideale è recuperare i temi d’Esame di una Università e cercare di capirne “l’impostazione”, argomenti ricorrenti, materiali eventualmente consultabili, …
3. Titoli
Per la cronaca, in passato (remoto ormai), mi è successo un fatto abbastanza spiacevole a causa del “vizio”, tipicamente italiano, di appioppare titoli senza nemmeno controllare.
Mio malgrado e senza che io abbia commesso nulla per meritarlo, mi son trovato costretto a “motivare” (quasi a scusarmi per) un errore di terzi che mi hanno pubblicamente indicato con un titolo che non mi apparteneva.
Fortuna vuole che abbia avuto prove inoppugnabili a dimostrazione che l’errore non era mio e che anzi, avevo esplicitamente e correttamente segnalato la mia condizione di non-laureato.
La situazione si è quindi rapidamente “sgonfiata” e tutto è tornato alla normalità.
Tuttavia da quel momento, pur avendone il diritto, ho rinunciato ad usare i miei titoli. Uniche eccezioni: documenti ufficiali e/o richieste esplicite.
Ciao & grazie! ^^
Ciao JP e grazie per la celere risposta.
Avrei alcune domande da porti (magari banali, ma meglio essere sicuri):
1) Ho visto che i tre scritti offrono vari “temi”: ogni candidato ne deve scegliere uno? è giusto?
2) Le date degli appelli sono a livello nazionale? o ogni università ha le sue? L’università a me più vicina è quella di Pisa ma sul loro sito non ho trovato le date degli appelli del 2009 …
Molte grazie
Ciao, di nulla
1. Quesiti
Dove l’ho fatto io sì: in ogni prova c’erano svariati quesiti nel tema d’Esame da cui sceglierne e svilupparne uno.
In tutti i casi si leggeva/capiva/intuiva facilmente il “target” di destinazione per ciascun quesito ossia se una domanda era rivolta a un elettronico, informatico o “TLC“.
Non ho deliberatamente scritto nulla in merito perchè non ho trovato norme che lo impongano. Magari ci sono, magari no: io non le ho trovate.
Al solito, i temi d’Esame passati, contatti ben informati, eventuali forum studenti, la segreteria di facoltà dell’Università, … tornano utili per determinare che tipo di approccio viene adottato in una specifica sede d’Esame.
2. Le date delle sessioni d’Esame
Sì, le sessioni sono a livello nazionale, si tengono negli stessi giorni e vengono comunicate dal Miur tramite apposite circolari-ordinanze.
Sul sito dell’ALSI (che ti consiglio di controllare periodicamente), nell’apposita sezione dell’Esame di Stato, vengono riportati i riferimenti.
Per il 2009 ancora nulla.
Ciau!
BUMP!
+ Aggiunta sottosezione “Passare dalla Sez. B alla Sez. A“
BUMP!
+ Aggiunta nota relativa al ricorso del CNI, respinto dal CdS, per l’abrogazione del D.P.R. 328 in “Ricorsi e novità legislative“
BUMP!
+ Aggiunta sezione “Note varie”
+ Aggiunta nota sulla situazione in Inghilterra (esempio)
BUMP!
+ Aggiunta sezione sul l’”Attestato di abilitazione ’sostitutivo’”
BUMP!
+ aggiunti riferimenti alle classi di laurea post D.M. 270/2004
+ aggiunta sezione finale “Riferimenti” con i link ad alcuni siti utili
+ cambiato nome all guida (“… per Laureati in Informatica”)